Lettera di Federsolidarietà Lombardia all’ANCI Lombardia.


Esiste un confine preciso tra cooperazione e falsa cooperazione, esistono delle responsabilità precise riferibili all’imprenditore/cooperatore, al sistema cooperativo e agli organi di rappresentanza che devono, non solo prendere le distanze, allontanandosi da questo confine, ma anche generare una cultura di promozione reale del benessere della comunità, attraverso strumenti legittimi (D.Lgs 50/2016 e art.55 D.Lgs 1117/2017) che consentono di valorizzare il valore sociale apportato dagli Enti del terzo Settore. Esiste però anche “una precisa responsabilità  dell’amministratore pubblico nel far sì che non si determino condizioni di sfruttamento dei lavoratori, comportamenti illeciti, bassa qualità dei servi.” è quanto sottolinea Valeria Negrini, Presidente di Federsolidarietà Lombardia, in una lettera al Presidente Anci Lombardia in merito vicende in Valtellina nei confronti delle cooperative Progetto Vita e Alba, denunciando una grande preoccupazione verso le amministrazioni che sostanzialmente aggirano il meccanismo di divieto di massimo ribasso, valutando comunque prevalentemente il prezzo più basso, nel ricorso a gare d’appalto per l’assegnazione dei servizi.

Rete CAUTO condivide e rende nota tale posizione, invitando alla lettura integrale della lettera in allegato.

Buona lettura.