L’Ecocentrico, notizie su eroi dei nostri tempi ad alto contenuto riciclato. L’Arte plastica di Annarita Serra.


Apriamo in bellezza questo nuovo ciclo di news – l’Ecocentrico – con cui scegliamo di raccontare i nostri nuovi eroi contemporanei: personaggi e realtà che incontriamo e che dedicano il loro lavoro e le loro energie per salvaguardare il pianeta e la vita che ospita.

Si comincia con un’artista e dunque in bellezza: Annarita Serra, nasce in Sardegna, si trasferisce da giovanissima a Milano dove coltiva il suo amore per l’arte e il suo bagaglio culturale artistico specializzandosi in restauro di dipinti antichi.

Arte-rifiuti, bellezza-rifiuti. Termini che possono sembrare tra loro incompatibili, trovano grande verità tra le sue opere. Opere che vogliono sensibilizzare, far riflettere trasformando i rifiuti in valore ed estetica. A un certo punto, come spesso accade, la vita la porta a fare tutt’ altro: viene assunta da una multinazionale, frequenta un master alla Bocconi e intraprende numerosi viaggi che la portano a diventare manager. Per la maggior parte delle persone questa stabilità e garanzia lavorativa potrebbero dirsi la realizzazione di una vita, ma per Annarita non è così, e col passare del tempo inizia a sentire che le manca qualcosa, a non sentirsi realizzata. Giunta in Nuova Zelanda per motivi lavorativi viene colpita profondamente dalla natura e dall’ ambiente primordiale, dalla vastità dell’oceano e dalle sue onde che la riportano alle sue origini, alla sua terra, la Sardegna.

Dall’ isola oltreoceano torna così nella più piccola isola italiana, dove sceglie di avere casa, di ritrovare il contatto del mare e una tranquillità che i ritmi serrati del suo lavoro le avevano fatto dimenticare.

Inizia così per Annarita un periodo fatto di passeggiate, soprattutto durante l’inverno, lungo le spiagge della sua ritrovata casa, ma nota subito che qualcosa è cambiato, che le spiagge incontaminate che lei ricordava si sono animate di nuovi e insoliti soggetti: i rifiuti, la plastica.

Annarita raccoglie tutto ciò che stimola il suo interesse e decide di portarlo a Milano, nel suo atelier dove presto inizia a produrre piccoli quadretti fatti di materiali raccolti, di plastica, ma presto i piccoli quadretti diventano vere e proprie opere d’ Arte. Arte plastica, anche in senso figurato.

Le sue opere hanno spesso, come soggetti, personaggi famosi o immagini di opere d’arte iconiche, estremamente popolari, da riuscire a comunicare con immediatezza ed estetica una delle più importanti emergenze contemporanee: l’emergenza ambientale.

La incontriamo finalmente in CAUTO, certi e felici di dare vita a nuove avventure sinergiche nel 2019, per amplificare l’impatto comunicativo ed educativo di iniziative di sensibilizzazione del territorio sulle tematiche ecologiche.

Le chiediamo cosa la colpisce nel visitare la nostra cooperativa. Con una certa deformazione professionale, riesce a vedere bellezza scorgendo le montagne di plastica dell’impianto. Il suo sguardo incantato attraversa il cibo della Dispensa Sociale, gli oggetti della Ricicleria e gli ausili sanitari di Medicus Mundi Attrezzature.

Non è stupore il suo. Sono moltissimi i visitatori che accogliamo ogni anno in CAUTO, conosciamo bene la meraviglia e lo stupore. Il suo è lo sguardo dell’artista, è immaginazione e non ci serve spiegarle troppo.

Vede già, come noi, risorse nei rifiuti. Può essere molto utile, importante e anche bello, per questo sceglie con le sue opere di renderlo visibile agli altri.

Nell’immagine La-Venere-cm100-x-100-Plastica-dal-Mare-2012-1

Per saperne di più e vedere tutte le altre opere d’arte:

https://annaritaserra.com/