Bilancio Sociale CAUTO 2017. Prossimità, coinvolgimento e partecipazione.


Lunedì 17 luglio scorso, si è svolta l’Assemblea dei soci della cooperativa sociale CAUTO. All’ordine del giorno l’approvazione del  Bilancio Sociale 2017, che rappresenta la cooperativa principale della Rete CAUTO, come una realtà organizzativa guidata da due orientamenti strategici essenziali: il coinvolgimento e la partecipazione. Due concetti chiave scelti per l’apertura di Bilancio Sociale e ingredienti essenziali per affrontare, con responsabilità e impegno, i cambiamenti in atto, portati dalla Riforma del Terzo Settore, dal Nuovo Codice degli Appalti, dal rinnovo del CCNL e da scenari di crisi che, sebbene non abbiano toccato direttamente CAUTO, hanno certamente caratterizzato contesti “prossimi” alla cooperativa.

“Collaborazione e co-progettazione hanno generato, in questo anno di bilancio, forme economiche e attività di impresa inclusive, collaborative, dunque di prossimità: persone, ambiente, territori, comunità e rispettivi bisogni. Lettura di bisogni e ascolto sono infatti, fondamentali per ricollocare la prossimità al centro dell’economia, raggiungendo l’esito tanto auspicato quanto straordinario: il bene comune”. (Lettera agli stakeholder, Alessandro Zani – Presidente CAUTO)

Il bene comune è misurabile attraverso i dati presenti in questo bilancio sociale: 408 lavoratori (+26 lavoratori rispetto al 2016). 121 persone in progetto di inserimento lavorativo (+9 rispetto al 2016),  oltre 10 punti rispetto al 30% previsto ai sensi della legge 381/91. Dati che generano una ricaduta economica sulla Pubblica Amministrazione in termini di risparmio e di riduzione di costi sociali di oltre 320.000,00 euro. Il lavoro infatti, oltre a essere vero e proprio strumento di “riscatto sociale”, genera reddito e, allo stesso tempo, riduce enormemente l’utilizzo di strutture pubbliche quali ad esempio ospedali, comunità terapeutiche e carcere.

Un valore della produzione che supera i 17.000.000 € e che vede una redistribuzione di oltre l’80% della ricchezza generata, nei confronti dei lavoratori e delle oltre 400 rispettive famiglie.

Lavoratori che possono dirsi, dunque, soddisfatti. Ma non è il risultato economico la vera cifra della soddisfazione dei lavoratori. Nel 2017 la cooperativa ha infatti investito grandi energie per definire e rilevare una misura maggiormente esaustiva della soddisfazione dei lavoratori. Rifiutando strumenti di rilevazione e questionari preconfezionati da calare sulla propria realtà,  la cooperativa ha elaborato un proprio strumento per la rilevazione della soddisfazione dei lavoratori e del benessere organizzativo, a partire da una definizione della soddisfazione calibrata su quanto esperire, rappresentare e rilevare: il punto di vista stesso dei lavoratori sulla soddisfazione in cooperativa. Dall’elaborazione dei dati, si evince massima soddisfazione, in particolare, rispetto alle relazioni interne, alla salute e la sicurezza e alla fiducia nell’organizzazione.

Le conclusioni tratte dal direttore generale Michele Pasinetti, proiettano la cooperativa verso un futuro che ha radici profonde da consolidare attraverso una cultura organizzativa, su cui si interviene, sempre seguendo gli orientamenti strategici della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori, per la ricerca incessante e appassionata di nuove forme di marginalità, tanto economica –  strumento essenziale; quanto sociale – scopo e mission della cooperativa.

Per maggiori informazioni