Bilancio Sociale 2016 CAUTO: dall’economia circolare all’economia di bene comune


A seguito dell’assemblea di approvazione del Bilancio Sociale 2016, svoltasi mercoledì 12 luglio, la Cooperativa sociale CAUTO sceglie di dare conto del proprio operato a tutti gli stakeholder e di condividere dati e riflessioni in una logica di massimo coinvolgimento e trasparenza. Grazie al Bilancio Sociale, infatti, CAUTO affianca al tradizionale strumento di bilancio economico un ulteriore momento di rendicontazione che consente di valutare la sostenibilità della Cooperativa, intesa come equilibrio e intersezione fra la dimensione sociale, economica ed ambientale, ed il relativo impatto generato sul territorio di riferimento.

Anche quest’anno CAUTO ha affidato la “narrazione di sé” sia allo strumento di Bilancio Sociale edito sotto forma di CAUTOinforma, periodico di informazione aziendale, sia all’interlocuzione diretta con i propri stakeholder, anche attraverso lo sguardo di chi quotidianamente si relaziona con l’organizzazione; da qui il coinvolgimento di Enrico Re – educatore professionale con esperienza ventennale nei progetti di integrazione lavorativa – a cui si è chiesto di portare il proprio punto di vista in merito al valore sociale generato da CAUTO.

A fare il punto sugli esiti del 2016 è il Direttore generale di CAUTO, Michele Pasinetti, che pone l’accento non solo sui risultati generati dalla Cooperativa e sulle relative implicazioni ma, soprattutto, sulla ricaduta ad “effetto domino” degli stessi. Quale sarebbe il vuoto direttamente o indirettamente lasciato dall’assenza di CAUTO sul nostro territorio? “Sicuramente si genererebbe un vuoto-lavoro – sostiene il Direttore. 382 i lavoratori assunti in CAUTO a fine 2016, 40 in più rispetto allo scorso anno. Di questi, ben 112 risultano persone in progetto di inserimento lavorativo (carcerati, tossicodipendenti, alcooldipendenti, disabili, persone con problemi psichiatrici): un numero importante, in costante aumento negli anni, e ben al di sopra dei limiti minimi prescritti dalla Legge (42% circa, contro il 30% previsto dalla L.381/91). Persone assunte – prosegue Pasinetti – con regolari contratti da lavoro dipendente: una scelta precisa che ci contraddistingue, un impegno che ogni giorno prendiamo nei confronti dei nostri lavoratori, delle loro famiglie e, più in generale, del territorio nel quale operiamo”.

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Un modello di inserimento lavorativo virtuoso, quello di CAUTO, in cui l’attenzione alla persona è parte centrale della valorizzazione della dignità umana, come ha raccontato Enrico Re: “La capacità di riconoscere, rispettare e valorizzare le singole individualità, anche delle persone più fragili: questo l’aspetto che di CAUTO mi ha sempre colpito. CAUTO “non cataloga” le persone, non le colloca forzatamente in percorsi lavorativi predefiniti ma, al contrario, costruisce “lavoro su misura”, coinvolgendo l’intera organizzazione e partendo dalle inclinazioni, dalle abilità e dalle specificità di ogni persona. E ciò, all’interno del variegato mondo della cooperazione sociale, rappresenta senza dubbio un elemento di eccellenza e di unicità”.

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Numeri e risultati importanti, in grado peraltro di generare – grazie all’inserimento lavorativo di persone fragili – un forte risparmio per l’intera collettività, così come riportato in una recente ricerca svolta dal Centro Studi Socialis. “L’azione di CAUTO ha generato, nel corso del 2016, un vantaggio economico per la Pubblica Amministrazione di oltre 400.000 € – prosegue Pasinetti. Perché il lavoro, oltre ad essere vero e proprio strumento di “riscatto sociale”, genera reddito e, allo stesso tempo, riduce enormemente l’utilizzo di strutture pubbliche quali ad esempio ospedali, comunità terapeutiche e carcere”.

Non solo risparmio per la Pubblica Amministrazione ma anche espansione della ricaduta positiva direttamente nel tessuto della società. Pasinetti cita alcuni numeri significativi da tale punto di vista: “Circa 7000 le persone ricevono settimanalmente beni alimentari ridistribuiti dalle Associazione che ritirano alimenti scartati dalla grande distribuzione presso la Dispensa Sociale CAUTO; più di 14.000 gli studenti sensibilizzati su tematiche ambientali grazie agli interventi didattici erogati da CAUTO nel corso del 2016; 11.000 i libri salvati dal macero e rimessi nelle mani di nuovi lettori grazie ad una filiera dedicata ed alla presenza del negozio Spigolandia”.

L’esperienza CAUTO, quindi, dimostra con evidenza come la cooperazione sociale sana sia una formula imprenditoriale vincente anche in tempi di grande crisi. I numeri e i risultati danno evidenza della capacità di generare economia, lavoro, inclusione e bene comune. “Siamo una realtà solida – conclude Pasinetti – con un patrimonio netto di oltre 4.400.000 € ed un valore della produzione che supera i 16.000.000 €. Una realtà solida con un importante obiettivo strategico: coniugare economia circolare ed economia di bene comune. Il recupero, il riuso, la valorizzazione messi in atto anche grazie alla sinergia con il Territorio e a vantaggio dello stesso. Una logica inclusiva che preveda sempre più una co-progettazione articolata di beni e servizi in cui tutti gli attori siano parte attiva e che possa, a effetto domino, portare a nuovi scenari di bene comune per l’intera comunità di riferimento.”