Alexander Langer, il suo ricordo è ancora vivo tra noi


«I pesi mi sono divenuti davvero insostenibili, non ce la faccio più. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto»: con queste parole Alexander Langer se ne andava il 3 luglio 1995, ventitré anni fa, decidendo di togliersi la vita.

Per chi non lo conoscesse Alex, nato a Sterzing (Vipiteno), è stato un militante delle organizzazioni pacifiste ed ecologiste, politico e insegnante, una persona viva e generosa oltre misura, uomo di cultura che ha partecipato attivamente alla vita, trovando e portando soluzioni a molte delle problematiche ambientali, sociali e politiche che colpiscono il nostro mondo.

Nel suo Sud Tirolo come in ex Jugoslavia, si è sempre battuto contro i muri e per l’accoglienza e l’integrazione. È sempre stato contro il nazionalismo e l’odio etnico. Famoso come “costruttore di ponti”, uno che nella vita ha sempre oltrepassato i confini e messo in discussione le identità chiuse. Noto anche per le lotte come obiettore di coscienza contro i censimenti etnici in Sud Tirolo, è stato a fianco delle Organizzazioni non governative che si battevano per la pace, l’accoglienza e l’integrazione. Attivo verso il prossimo ha sempre lavorato per l’accoglienza in Italia di tanti profughi jugoslavi che nel nostro Paese cercavano pace e speranza.

Da molti considerato visionario e profeta del suo tempo, promuoveva un ritorno alla “semplicità” di vita come unica via per poter sperare in un futuro amico, un futuro meno ostile, più vivibile: “Invece di dire più alto” sosteneva Alex “possiamo puntare sul più profondo (profundius), che spesso significa rinunciare alla quantità, alla crescita, guadagnando però in qualità. E invece di più forte oggi possiamo cercare il più dolce, il più mite (suavius): nei comportamenti collettivi e individuali invece di puntare alla prova di forza, al massimo della competizione, si punti, anche in questo caso, sostanzialmente alla convivenza”.

Convivenza, termine a cui Alex era molto affezionato, realizzabile attraverso lo sviluppo di una cultura rivolta al dialogo, all’ ascolto e alla conoscenza tra persone, in cui ogni essere umano non si senta minacciato o escluso, ma parte integrante di un sistema volto al benessere non solo personale, ma soprattutto generale.

Pur essendo passati 23 anni dalla sua morte, i temi e le idee che Alex proponeva sembrano essere ancora oggi, ricchi di verità e significato, e soprattutto estremamente attuali in una società che va sempre più in fretta, in un mondo investito dal consumo e dalla sovrapproduzione in cui la competizione resta all’ordine del giorno, e in cui la convivenza tra etnie, da lui tanto auspicata, rimane una lontana e remota speranza.

Nel 1999 è nata a Bolzano la Fondazione Alexander Langer con l’intento di portare avanti l’azione del politico di Vipiteno. La fondazione vuole ripercorrere e diffondere lo “stile di vita di Alex”, uno modello di vita che forse potrà davvero “riparare il mondo”.

Per chi si fosse incuriosito e volesse avere più informazioni sulla vita di questo personaggio è possibile visitare il sito della Fondazione dove si possono consultare gli scritti e le pubblicazioni che Alex ha realizzato nel corso della sua vita.

http://www.alexanderlanger.org/it/1